Email marketing no profit

Data di pubblicazione: 3-6-2015

Email marketing no profit - EMT Blog best practice e consigli sul direct email marketing

Economico, efficace e in grado di produrre effetti con un impiego di tempo piuttosto ridotto.

È così che l’email marketing sta conquistando sempre più il mondo del no profit. Ci sono però degli accorgimenti da rispettare e degli errori da evitare.

Tra i punti più critici (assolutamente da evitare) per gli enti no profit c’è il creare un appello generico, lungo, dispersivo ed indirizzato ad un pubblico non profilato. Inoltre, spesso l’attenzione di chi crea la campagna di email marketing è diretta a un’approvazione interna dei testi e dei contenuti, senza focalizzarsi invece su un messaggio che deve far presa all’esterno dell’organizzazione stessa.

Il primo passo è dunque quello di definire il target di riferimento, puntare a un obiettivo specifico, chiaro, e divulgare i propri contenuti in modo rapido, senza perdere tempo. Va inoltre ricordata l’importanza dei donatori già attivi, che non per questo devono essere abbandonati a sé stessi per una folle corsa ad acquisire nuovi associati e, anzi, devono essere continuamente coinvolti attraverso newsletter e questionari su tematiche inerenti all’associazione.

Con queste premesse, si può pensare a una campagna strutturata in modo equilibrato.
Per i nuovi donatori, innanzitutto, è buona regola inviare entro le 48 h dall’iscrizione alla mailing lista una “Welcome email”, per iniziare a creare un rapporto di fidelizzazione, per ricordare i vantaggi dell’iscrizione alla vostra associazione e per inserire una call to action diretta al vostro sito, meglio se alla pagina con la mission dell’organizzazione. Dopo la fase di accoglienza (in cui eventualmente è possibile utilizzare una forma di vantaggio per i nuovi iscritti, come ad esempio uno sconto) è il momento di una mail “Did You Know?”, dove fornite informazioni sull’operato della vostra organizzazione no profit, magari includendo dei risultati o delle informazioni poco conosciute. Anche in questo caso l’obiettivo non è ancora richiedere una donazione, ma far sentire il nuovo iscritto coinvolto nell’associazione e informarlo sul reale impatto che avete con il mondo circostante. Il momento della richiesta di donazioni è la fase cruciale e ci sono vari modi in cui potete affrontarla:

– creare una email con una storia di successo, in cui viene mostrato il lavoro che avete compiuto, attraverso immagini/testimonianze/brevi racconti. A questo punto potrete chiedere di dare un supporto alla campagna che ha già avuto un così grande impatto.

– creare una call to action per un obiettivo da raggiungere grazie al fundraising. Questo tipo di strategia può essere anche suddivisa in più email, partendo dalla definizione dello scopo finale da raggiungere, della cifra da raggiungere e chiedendo un contributo, fino ad arrivare alcune mail dopo ad incoraggiare una donazione prima che il tempo scada, visto che manca davvero poco a raggiungere la cifra finale.

– inviare una email per coinvolgere i donatori ad un evento di raccolta fondi. Attraverso questa strategia infatti, si possono fornire informazioni sulla data, il luogo, l’ora e approfittare per ribadire lo scopo e promuovere una donazione (ancora meglio se potete vantare il successo di passate edizioni e successivi risultati).

Please follow and like us: